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Positività & Trasformazione

Un pò di tempo fa, ho letto un libro dai contenuti che considero interessanti. In questo libro viene indicato il modo di uscire da certe trappole mentali e da certe abitudini e diventare più consapevoli e meno ancorati in etichette e modi di essere che non portano fondamentalmente da nessuna parte.

Una politica del cambiamento partendo da se stessi.

careerconfusion1-e1417093044460Uno potrebbe domandarsi? Ma per capire qualcosa di se stessi si ha bisogno di un libro? Ovviamente non è necessario. Ognuno di noi ha un percorso delineato e le scelte che facciamo rimangono comunque personali e condizionano  la nostra esistenza ma, tutto quello che noi leggiamo, ascoltiamo, sentiamo, ci influenza sempre e comunque. Un bambino non potrebbe imparare determinate cose se non avesse un genitore che lo consiglia e lo sostiene, oppure, le indicazioni di qualcuno che è più esperto di noi ci permetterà di comprendere alcune cose.

Le nostre esperienze ci insegnano sicuramente molto ma alle volte non prendiamo nel modo giusto quello che accade. Ecco perché poi ricerchiamo qualcuno che possa indicarci una via, che seppur non sia la più semplice, probabilmente è la più indicata.

cambiamento angelica casiniSiamo sempre noi padroni della nostra vita, ma poter riflettere, discernere, imparare ed ascoltare male certo non ci fa.

Leggere ed apprendere sino a prova contraria ha sempre fatto bene, sopratutto alla mente. Se una persona si pone in maniera semplice e curiosa, e non come “tuttologo” o “saccente”, sicuramente ha ancora tante cose da scoprire che nemmeno immaginava. Io ad esempio imparo sempre e per me leggere non è solo un modo per allenarmi, imparare nuovi concetti o riflettere ma anche confrontarmi ed interagire.

Ad ogni modo per chi non conoscesse il libro, ovviamente ce ne sono tanti che considero ottimi per una riflessione personale, vi invito ad acquistare e leggere Libera la tua vita di Lucia Giovannini

libera la tua vita
libera la tua vita

Intanto iniziate a leggerlo. Male non può farvi… al massimo può darvi un ispirazione o una conoscenza in più…

Buona lettura…

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WhatsApp Guida per gli ossessionati

Utilizzo ossessivo di WhatsApp? Ecco alcuni rimedi
È inutile nasconderlo. Ormai WhatsApp ha preso piede nella nostra quotidianità. Sia se utilizzato per motivi personali o professionali, è un applicazione che consente non soltanto di inviare messaggi di testo istantanei ma anche messaggi vocali, condividere foto, musica, documenti, rimanere in contatto costantemente con tutti coloro che la usano presenti nella nostra rubrica.

Scream
Ma cosa sta accadendo?
Questa possibilità di scrivere, ricevere, inviare e visualizzare sta diventando non solo una moda/mania ma una vera e propria dipendenza. Molti utenti sono spesso online, per scrivere, leggere o guardare le foto del profilo di altri utenti o il loro ultimo accesso, ma non solo. Sempre più spesso si diventa ossessionati nel capire a che ora un utente abbia visualizzato un messaggio e nel caso lo avesse fatto perché non abbia risposto. L’utilizzo ossessivo di WhatsApp, il continuo controllo che si fa è diventata una vera patologia.

Ma … esiste un rimedio per limitare l’utilizzo di questa applicazione? A meno che non si usino maniere drastiche, ossia quello di cancellare la app dallo smartphone o eliminare il proprio account, si può comunque imparare a dosare il suo utilizzo. Tutto ciò porterà giovamento anche alla batteria del telefonino, non solo alla nostra salute psicofisica.
Se il motivo per cui una persona è spesso online è per visualizzare l’accesso o la visualizzazione dei messaggi di un’altra persona o al contrario è assillato dai continui messaggi che riceve, esiste un metodo semplice ed indolore ( piccolo suggerimento) per distaccarsi.
Il primo passo è quello di andare nelle impostazioni del cellulare e alla sezione notifiche deselezionare tutte le voci, questo permetterà già di avere tregua. Ma non basta. La persona ossessionata non si fermerà davanti ad un semplice disabilita notifiche. Il secondo passo è quello di allontanare l’icona dalla nostra vista, un pò come il detto lontano dagli occhi lontano dal cuore. Ebbene sì. Avviene questo. Nascondere l’app in una cartella qualsiasi che utilizziamo poco e spostare la cartella in un’altra pagina è già un ottimo modo per distaccarsene gradualmente. Infondo si deve aiutare a liberare alcuni utenti dal suo utilizzo ossessivo compulsivo. Il terzo step è quello inizialmente di mettere un cronometro e stabilire un tempo minimo di distacco, per ossia consentire il nostro cervello a non eseguire in maniera automatica alcune azioni, in poche parole abituarlo a disabituarsi, fare un reset insomma. Come tempo sarebbe meglio 30 minuti almeno. Non preoccupatevi i messaggi davvero urgenti non è detto che vengano scritti. Solitamente per queste cose si chiama. Intanto cominciate a fare altre cose, anche una semplice passeggiata. Trovate gli hobby, se proprio amate scrivere, prendete un foglio di carta ed una penna. Se siete ossessionati dalla presenza o meno in chat di una persona, allontanate il pensiero e la tentazione di controllare, piuttosto ascoltate musica, cantate anche se siete stonati, fate sempre altro. Perché non siete voi ad avere il controllo di WhatsApp ma è WhatsApp che ha il controllo su di voi, con il rischio che diventiate da semplici curiosi dei veri stalker, infastidendo il vostro interlocutore che potrà bloccarvi o ignorarvi per sempre.
Stessa cosa vale per i social network. La vita reale è fuori. Disabituate anche gli altri ad inviare messaggi. Se proprio volete sentire qualcuno ( senza diventare stalker quindi e rispettare la vita degli altri) chiamateli, chiedete un appuntamento, prendetevi insieme un caffè o fate una lunga passeggiata… ultimo suggerimento … invece di leggere l’ultima visualizzazione di qualcuno, iniziate a leggere qualche libro e scrivete una recensione o un opinione. WhatsApp utilizzatelo con cautela ed intelligenza.
E voi cosa fate o suggerite ?