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WhatsApp Guida per gli ossessionati

Utilizzo ossessivo di WhatsApp? Ecco alcuni rimedi
È inutile nasconderlo. Ormai WhatsApp ha preso piede nella nostra quotidianità. Sia se utilizzato per motivi personali o professionali, è un applicazione che consente non soltanto di inviare messaggi di testo istantanei ma anche messaggi vocali, condividere foto, musica, documenti, rimanere in contatto costantemente con tutti coloro che la usano presenti nella nostra rubrica.

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Ma cosa sta accadendo?
Questa possibilità di scrivere, ricevere, inviare e visualizzare sta diventando non solo una moda/mania ma una vera e propria dipendenza. Molti utenti sono spesso online, per scrivere, leggere o guardare le foto del profilo di altri utenti o il loro ultimo accesso, ma non solo. Sempre più spesso si diventa ossessionati nel capire a che ora un utente abbia visualizzato un messaggio e nel caso lo avesse fatto perché non abbia risposto. L’utilizzo ossessivo di WhatsApp, il continuo controllo che si fa è diventata una vera patologia.

Ma … esiste un rimedio per limitare l’utilizzo di questa applicazione? A meno che non si usino maniere drastiche, ossia quello di cancellare la app dallo smartphone o eliminare il proprio account, si può comunque imparare a dosare il suo utilizzo. Tutto ciò porterà giovamento anche alla batteria del telefonino, non solo alla nostra salute psicofisica.
Se il motivo per cui una persona è spesso online è per visualizzare l’accesso o la visualizzazione dei messaggi di un’altra persona o al contrario è assillato dai continui messaggi che riceve, esiste un metodo semplice ed indolore ( piccolo suggerimento) per distaccarsi.
Il primo passo è quello di andare nelle impostazioni del cellulare e alla sezione notifiche deselezionare tutte le voci, questo permetterà già di avere tregua. Ma non basta. La persona ossessionata non si fermerà davanti ad un semplice disabilita notifiche. Il secondo passo è quello di allontanare l’icona dalla nostra vista, un pò come il detto lontano dagli occhi lontano dal cuore. Ebbene sì. Avviene questo. Nascondere l’app in una cartella qualsiasi che utilizziamo poco e spostare la cartella in un’altra pagina è già un ottimo modo per distaccarsene gradualmente. Infondo si deve aiutare a liberare alcuni utenti dal suo utilizzo ossessivo compulsivo. Il terzo step è quello inizialmente di mettere un cronometro e stabilire un tempo minimo di distacco, per ossia consentire il nostro cervello a non eseguire in maniera automatica alcune azioni, in poche parole abituarlo a disabituarsi, fare un reset insomma. Come tempo sarebbe meglio 30 minuti almeno. Non preoccupatevi i messaggi davvero urgenti non è detto che vengano scritti. Solitamente per queste cose si chiama. Intanto cominciate a fare altre cose, anche una semplice passeggiata. Trovate gli hobby, se proprio amate scrivere, prendete un foglio di carta ed una penna. Se siete ossessionati dalla presenza o meno in chat di una persona, allontanate il pensiero e la tentazione di controllare, piuttosto ascoltate musica, cantate anche se siete stonati, fate sempre altro. Perché non siete voi ad avere il controllo di WhatsApp ma è WhatsApp che ha il controllo su di voi, con il rischio che diventiate da semplici curiosi dei veri stalker, infastidendo il vostro interlocutore che potrà bloccarvi o ignorarvi per sempre.
Stessa cosa vale per i social network. La vita reale è fuori. Disabituate anche gli altri ad inviare messaggi. Se proprio volete sentire qualcuno ( senza diventare stalker quindi e rispettare la vita degli altri) chiamateli, chiedete un appuntamento, prendetevi insieme un caffè o fate una lunga passeggiata… ultimo suggerimento … invece di leggere l’ultima visualizzazione di qualcuno, iniziate a leggere qualche libro e scrivete una recensione o un opinione. WhatsApp utilizzatelo con cautela ed intelligenza.
E voi cosa fate o suggerite ?